Questo manoscritto, proveniente dalla certosa di Basilea, contiene nella prima parte lo scritto aristotelico De anima nella traduzione di Guglielmo di Moerbeke, copiato dall'erudito Johannes Heynlin nel 1459 a Parigi. Il testo principale, decorato da artistiche iniziali dorate con filigrana, è contornato da fitte glosse di commento marginali e interlineari, scritte in una semigotica serrata. La atipica mancanza di decorazione nell'opera De animalibus di Aristotele, stampata a Venezia nel 1476 e che pure appartenne alla biblioteca di Heynlin, non permette di chiarire se questo manoscritto vi fosse rilegato a costituirne la seconda parte.
Online dal: 25.06.2015
Contiene il commento del francescano francese Niccolò di Lira (intorno al 1270/1275-1349) al libro veterotestamentario di Isaia, corredato da illustrazioni realizzate nella Svizzera centrale.
Online dal: 22.03.2012
Prima parte di un breviario ad uso francescano, nella bibliografia in precedenza indicato anche come Horae canonicae, forse destinato ad una clarissa. Scritto nel 1459 su di pergamena di ottima qualità dal famoso copista Johannes Frauenlob. Gli stemmi delle famiglie Schatz e Guldinast di Costanza permettono di trarre delle conclusioni a proposito dei committenti. La ricca decorazione è costituita da iniziali su fondo dorato, iniziali filigranate e decorazione marginale. Presenta 30 iniziali figurate e istoriate realizzate da due artisti stilisticamente chiaramente distinguibili, dei quale il primo si mette in evidenza per la sua maestria, come scrive Bernd Konrad: «Der mit zahllosen Farbpunkten vorgenommene Farbauftrag, die heitere Rankenmalerei […] und auch das geschärfte Verständnis für Fernwirkung bei Landschaftsdarstellungen sind beinahe einzigartig für diese Zeit in der Bodenseemalerei.»
Online dal: 19.12.2011
Le due parti principali del manoscritto sono costituite dalle vite dei santi di S. Gallo (Gallo, Otmaro, Wiborada e Notkero Balbulo), degli apostoli, dei primi santi cristiani e dei martiri, così come la cronaca del monastero di S. Gallo – dal Casus sancti Galli di Ratperto fino alla Continuatio di Corrado di Fabaria (1204-1234). I testi riguardanti la storia del monastero sono in parte corredati da dettagliate e critiche note marginali del riformatore sangallese Vadiano. Inoltre il codice contiene notizie cronachistiche su S. Gallo e la Svizzera (XIV-XV sec.), il testo Reise in das Heilige Land di Steffan Kapfman e testi di computistica, medicina, astronomia e teologia. Su due pagine rimaste libere (pp. 324-325) il bibliotecario dell'abbazia di S. Gallo Ildefons von Arx ha scritto nel 1824 quattro ricette su come rendere di nuovo leggibili delle scritture sbiadite.
Online dal: 22.06.2010
Il volume contiene il Manuale confessorum del monaco domenicano Johannes Nider nativo di Isny ed in seguito attivo a Norinberga e Vienna (pp. 3-124), l'opera De generatione et corruptione conosciuta anche con il titolo di Problemata Aristotelis di Alberto Magno (pp. 129-168), il secondo libro della fisica aristotelica In librum secundum physicorum (pp. 169-212), il trattato De constellacione [siderum] in nativitate (pp. 212-213), la raccolta di exempla tardomedievale Gesta Romanorum (S. 258-453). Il testo alle pp. 129-213 è datato al 1459, le pagine 259-453 vennero terminate dal copista Konrad Heinrich von Tettnang il 30 agosto del 1402.
Online dal: 13.12.2013
Trascrizione del commento ad Aristotele del filosofo e studioso di scienze francese Nicolas Oresme († 1382) Quaestiones super libros Meteororum; da quanto si legge nel colophon (f. 175v) terminato nel settembre 1459.
Online dal: 15.04.2010
Trascrizione del commento del filosofo Nikolaus Theoderici di Amsterdam († prima del 1456 a Greifswald) ai primi dodici libri della Metafisica di Aristotele, terminata il 21 maggio 1459 (c. 203v). Al testo fa seguito alle cc. 204r−205r un indice del contenuto. A detta della nota di possesso a c. 209v (Liber monasterii sancti Galli), intorno al 1500 il volume doveva trovarsi nella biblioteca del monastero di S. Gallo. Le annotazioni a c. 1r (dove vengono menzionati Wernher Müntzmaister; Jakob Grübel; Albert von Glarus), lasciano supporre che il volume si trovasse in precedenza nella Svizzera orientale. Theoderici era dal 1422 professore presso le Facoltà di teologia delle Università di Rostock, Lipzia e Greifswald; studenti di S. Gallo sono attestati a Lipsia nel XV secolo.
Online dal: 17.03.2016
Il Cod. Sang. 1396 è uno degli otto volumi di frammenti (cioè contenenti esclusivamente frammenti) della biblioteca abbaziale di S. Gallo. Tra il 1774 e il 1785, i monaci sangallesi Johann Nepomuk Hauntinger (1756-1823) e Ildefons von Arx (1755-1833) staccarono numerosi frammenti dalle legature nelle quali per secoli avevano avuto la funzione di controguardie e guardie, rinforzi del dorso e brachette. Alcuni frammenti, tra cui spesso quelli nel Cod. Sang. 1396, erano stati utilizzati anche come coperte per manoscritti o stampati. In età avanzata, Ildefons von Arx li fece rilegare in otto volumi tematici, e nel 1822 li dedicò all'amico Johann Nepomuk Hauntinger. Per motivi di conservazione, dal 2012 al 2021 l'ampio volume Cod. Sang. 1396 è stato sciolto. I frammenti sono stati nuovamente rilegati (nello stesso ordine) in 32 fascicoli («Ganzpapierbroschuren»). La nuova e ormai ufficiale paginazione inizia da 1 in ogni fascicolo e comprende solo i frammenti (senza i fogli di carta bianca). Esempio di citazione: S. Gallo, biblioteca dell'abbazia, Cod. Sang. 1396.1, pp. 1-2 (= Cod. Sang. 1396, fascicolo 1, pp. 1-2). I fascicoli 10-14 e 18-32 contengono frammenti di documenti tardomedievali i cui testi sono in varia misura incompleti. Le indicazioni del contenuto dei documenti sono riprese dai regesti di Karl Wegelin (1803-1856), che egli aggiunse nel corso del suo incarico di archivista dell'abbazia di San Gallo (1834-1856), alla maggior parte dei documenti e dei frammenti di documenti. In linea di massima, la formulazione e l'ortografia dei documenti sono state riprodotte senza modifiche, e solo in casi eccezionali sono state abbreviate o modificate. Dove possibile, la data è stata specificata in modo più preciso sulla base del testo del documento rispetto a Karl Wegelin, che riporta solo l'anno. Le informazioni supplementari aggiunte al contenuto sono indicate con l'abbreviazione P.L. (= Philipp Lenz). Non si fa menzione di una vecchia numerazione in inchiostro nero, probabilmente aggiunta dallo stesso Wegelin. Se un frammento di documento non presenta una datazione, viene identificata e datata la scrittura. Le dimensioni corrispondono ad altezza x larghezza nella massima estensione del documento secondo la direzione di lettura, cioè indipendentemente da come i documenti erano rilegati. Il fascicolo nr. 26 contiene frammenti di documenti in tedesco e una lettera in tedesco, del XIV e XV secolo provenienti dalla Germania e dall'Austria.
Online dal: 21.08.2025