Für diese Handschrift sind folgende Beschreibungen vorhanden

  • Marina Bernasconi Reusser, 2012
    (Standardbeschreibung, momentan angezeigt)
  • P. Gabriel Meier, Catalogus codicum manu scriptorum qui in bibliotheca monasterii Einsidlensis O.S.B. servantur, Bd. 1, Einsiedeln 1899, p. 283.
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Einsiedeln, Stiftsbibliothek, Codex 310(401)
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Marina Bernasconi Reusser, 2012

Handschriftentitel: Registro di decreti viscontei
Entstehungsort: Bellinzona
Entstehungszeit: metà del s. XV
Beschreibstoff: carta. Filigrana: fiore, simile a Piccard XII, N. 826 (Como 1450)
Umfang: ff. 81
Format: 282 x 200 mm
Seitennummerierung: foliazione romana contemporanea a penna I-V e I-LXXV nell'angolo superiore destro, l'ultima carta (76) è stata numerata in un secondo tempo anche con una cifra araba; le carte di guardia antiche sono foliate a penna (I-V), quelle moderne numerate a matita (a-d, w-z)
Lagenstruktur: IIa -d + IVIV + (I-1)V + 3VXL + 3VILXXVI + IIw -z
Rimasti solo alcuni richiami (XXv, LIIv, LXIVv)
Zustand: il codice si trovava già nel sec. XVI in un cattivo stato di conservazione e venne fatto restaurare e presumibilmente rilegare, dal nuovo acquirente, il notaio Iacopo Rusca, come da lui stesso annotato alla fine dell'indice a c. Vv. Forse in quest'occasione il codice è stato rifilato, ciò che ha comportato la perdita di una parte delle annotazioni marginali lungo il testo (per es. f. Iv) e di una parte dei richiami. Manca anche la prima parte del bifoglio che conteneva la prima metà dell’indice.
Da c. LXX a c. LXXVI grosso foro nel margine interno, forse di roditore.
Seiteneinrichtung: rigatura a inchiostro, specchio di scrittura 200 x 120 mm; 33-35 linee
Schrift und Hände:
  • La parte principale del testo (cc. I-LXXVIIIIr) e l'indice (Vr-v) sono scritti da un unico copista in scrittura umanistica.
  • Le cc. LXXIIIIr-LXXVIr sono di una mano meno accurata e più tarda (fine XV-inizio XVI sec.).
Buchschmuck: non sono state eseguite le iniziali, probabilmente decorate, che avrebbero dovuto introdurre ogni singolo documento.
Spätere Ergänzungen: nei margini (più frequenti nelle prime carte) trovano posto numerosi commenti, annotazioni e manine di attenzione, per la maggior parte contemporanee. A matita numerazione di alcuni documenti da parte degli editori degli stessi (sec. XIX)
A c. 76b prove di penna (XVI sec.).
Sulla carta di guardia VIv l’annotazione a penna (sec. XVIII/XIX): Statuta pro comitatu Berinzonae et Hiasche (Bellinzona et Biasca) Saeculo XIVo declinante et XVo ineunte edita a ducibus Mediolani. Codex, quantum hiusque innoduit, unicus. Folium 1um desideratur. Sunt inedita.
A c. IVv a matita (sec. XIX): circa 1440 scriptus saeculum non prius Vide fl. 72 a matita, ed aggiunto a penna et 49.
Einband: legatura in cartone (293 x 212 mm) ricoperto con pelle bianca con impressioni incise a secco (filetti, racemi, rosette), XVI sec. Sul dorso in pergamena - rinnovato - etichetta con il n. 310.
Hauptsprache: i decreti sono redatti in latino, con qualche inserto in italiano.
Inhaltsangabe:
Il codice contiene decreti viscontei indirizzati alle autorità bellinzonesi, emanati neli anni 1352-1443. Alla fine del testo è stata trascritta la copia di alcune lettere di esenzione per la Mesolcina degli anni 1498-1499.
  • Vr-v Indice dei decreti (data la caduta della prima carta l'elenco inizia da quelli contenuti alle cc. XXXVII-LXXII)
    XXXVII. Decretum falsorum testium et facientium cartas falsas …–… LXXII. Correctio datii Hiasche et Berinzone.
  • I-LXXIIIIr Decreti
    [N]os Johannes Galeaz vicecomes virtutum dominus Mediolani, imperialis vicarius generalis. Volentes dispendia litium ea qua possumus solertia choartare …–… Jubarinus de Septara notarius offitio domini refferendarii a libro incantuum et deliberationum datiorum et officio comunis Mediolani anni MCCCLXXXVIIIIo exemplatas et cum libro ipso fideliter examinatas et qui liber est in […] es offitium dicti domini refferendarii in fides et robur premissorum […] MCCCLXXXXIo die XIIIIo Januarii
    Edizioni (parziali)
    • Hermann von Liebenau, Urkunden und Regesten zur Geschichte des St. Gotthardweges: von 1316 bis 1401, in "Archiv für schweizerische Geschichte", 20 (1875), pp. 3-182: 155-160.
    • Rechtsquellen des Kantons Tessin, Hrsg. Von Andreas Heusler, Basel 1892, I. Heft ("Zeitschrift für schweizerisches Recht" N.F. 11), pp. 59-78.
  • LXXVIIII-LXXVI Copia litterarum exemptionis hominum vallis Misulcine. Dux Mediolani etc.
    […] nostri havemo per littere de ogii facti exempti li homeni di valle …–… fieri iussimus et registrari […] ffo minimino recordari datum XII aprilis 1499 […] iens […] . Signum Bertoldi. Signum Io. Io. Ferris.
Entstehung der Handschrift: il manoscritto è stato redatto a Bellinzona, intorno alla metà del sec. XV.
Provenienz der Handschrift:
  • Nel 1557 apparteneva a Bernardino Varone, come si deduce dall'ex-libris depennato a c. VIv: Ego Bernardinus Varonius, 1557.
  • Nel 1573 venne acquistato dal notaio Giovanni Giacomo Rusca, del fu Andrea, a Francesco Varone, probabile discendente di Bernardino, che lo fece restaurare, come attestano le annotazioni a c. Vv, preceduta dal segno di tabellionato: Ego Jo: Iacobus Ruscha notarius publicus Bellinzone sum possessor istius operis decretorum emptorum à ser Francesco Varono quiquidem liber erat tottus dirupatus, fractus, disquaternatus et disfoleatus et ego eum aptare feci a quodam bibliotecha seu librario reperto in Bellinzona vendere libros, c. VIv, sempre preceduta dal segno di tabellionato: Ego Jo. Iacobus Ruscha notarius Bellinzonensis emi presens oppus decretorum à ser Francesco Varono de anno domini 1573 pretio inter nos convento, e c. LXXVIr: Ego Jo: Jacobus Ruscha fq nobili domini Andree de Bellinzona possessor sum istius libri decretorum empti a ser Francesco Varono.
Erwerb der Handschrift:
  • Nel XVII sec. il codice era in possesso di un certo Carolus Bernardinus (c. Vr in alto a penna: Ex dono Caroli Bernardini Bellinzonensis) da identificare con Carlo Bernardino Zacconi, che intorno al 1654 regalò al collegio dei Gesuiti di Bellinzona istituito nel 1646, oltre probabilmente a questo manoscritto, vari incunaboli ora ad Einsiedeln che presentano la medesima nota di donazione (cf. Katalog der Inkunabeln und Postinkunabeln der Stiftsbibliothek Einsiedeln, a cura di p. Gebhard Müller, Basel 2012, p. 876).
  • Nel 1675 la comunità dei Gesuiti venne sciolta e la biblioteca rilevata dal collegio benedettino di Bellinzona (Residenz 1675-1852). Intorno al 1787 il nostro codice venne trasportato da p. Gall Morel, con altri 18 manoscritti, ad Einsiedeln (Odo Lang, Das Mönch und das Buch, 2010, p. 267).
  • Nell'interno della coperta anteriore si legge a matita azzurra la segnatura n.o 310 ed un'etichetta cartacea con Bibl.. Mon. Einsidl. Msc. 401. Manuskripte; nel margine libero a c. Vr e 76r timbro della biblioteca.
Bibliographie:
  • P. Morel, Klosterbibliothek zu Einsiedeln, in G.H.J. Pertz, "Archiv der Gesellschaft für Ältere Geschichtskunde" 8 (1843), pp. 736-749: 743.
  • P. Gabriel Meier, Catalogus codicum manu scriptorum qui in bibliotheca monasterii Einsidlensis O.S.B. servantur. Bd. 1, Einsiedeln 1899, p. 283.
  • Albert Bruckner, Scriptoria Medii Aevi Helvetica V. Schreibschulen der Diözese Konstanz. Stift Einsiedeln, Genf 1943, p. 93.
  • Lydia Cerioni, Per lo studio della legislazione visconteo-sforzesca: il codice 404 della biblioteca di Einsiedeln, in ACME 11 (1958), pp. 163-262.
  • Giuseppe Chiesi, Valerio Pini, Bellinzona nella storia e nell’arte, Bellinzona 1991, p. 26, foto p. 27.
  • Gottesrecht - Menschenrecht. Rechtswissenschaft im Kloster Einsiedeln, Cat. della mostra a cura di p. Odo Lang, Einsiedeln 1995, p. 42 nr. 27.