Collezione di manoscritti svizzeri

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Aarau, Aargauer Kantonsbibliothek

Il dipartimento dei manoscritti della biblioteca cantonale d’Argovia conserva nel suo fondo medievale e della prima età moderna, molte rarità preziose e pezzi unici. I manoscritti, in molti casi riccamente illustrati, derivano principalmente dalla biblioteca privata e dalla raccolta della famiglia di magistrati Zurlauben di Zugo, acquisita dal cantone nel 1803, e dalle biblioteche dei monasteri di Muri e Wettingen, secolarizzati nel 1841.
Uno dei manoscritti medievali più importanti nella collezione della biblioteca cantonale è il cosiddetto Dramma pasquale di Muri, la cui data di composizione viene fissata attorno al 1250. Benché si tratti solo di un frammento, esso rappresenta il più antico dramma in lingua tedesca in rima che sia stato conservato. Tra i manoscritti della biblioteca cantonale più notevoli dal punto di vista storico-artistico vi sono i tre volumi, riccamente miniati, del graduale di Wettingen, che risale agli anni 1330–1335. Sempre dal monastero di Wettingen proviene anche l'importante cronaca svizzera illustrata dell'abate Christoph Silberysen (1542–1608) in tre volumi.

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Aarau, Staatsarchiv Aargau

L’Archivio di Stato di Argovia raccoglie i beni archivistici del cantone e si occupa della loro corretta conservazione, catalogazione e messa a disposizione. Questa continua documentazione di documenti amministrativi rende possibile la conoscenza delle pratiche dello stato e permette la ricerca scientifica. L’Archivio di Stato è liberamente accessibile nel corso delle ore di apertura.
I fondi dell’Archivio di Stato del canton Argovia vanno dal medioevo fino al presente. Dell’epoca precedente alla costituzione del cantone si conservano, oltre a circa 10.000 documenti, anche preziosi libri e atti di autorità signorili spirtuali e terrene, tra cui quelli dei monasteri argoviesi di Wettingen, Königsfelden e Muri. Il nucleo più importante di questa documentazione è costituito dagli atti del governo e dell’amministrazione del canton Argovia, fondato nel 1803. Questo nucleo principale viene ampliato da archivi di origine privata e da collezioni speciali (grafici, piante, fotografie, film) così come da una grande biblioteca specializzata.

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Appenzell, Landesarchiv Appenzell Innerrhoden

L'Archivio cantonale di Appenzello Interno è il punto centrale di conservazione della documentazione degna di raccolta prodotta dagli organi ufficiali del cantone. Quale uno dei luoghi di documentazione del cantone, trasmette, tenendo in considerazione la protezione dei dati, informazioni sul territorio, la chiesa, l'arte e la storia culturale di Appenzello Interno dalla metà del XII sec. fino ad oggi. Nell'Archivio cantonale si conserva anche l'archivio comune dei due semicantoni, che comprende i documenti fino alla loro divisione, avvenuta nel 1597. Questi fondi statali sono completati da numerosi archivi di comuni parrocchiali, circoli scolastici, corporazioni, fondazioni, associazioni, imprese e importanti personalità appenzellesi.

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Basel, Bibliothek des Pharmazie-Historischen Museums der Universität 

Il Museo storico della farmacia dell'Università di Basilea dispone, oltre ad una importante collezione di oggetti riguardanti la storia della farmacia, anche di una biblioteca. Questa contiene circa 6'800 volumi, dei quali ben 350 sono stati stampati prima del 1800. Trattano di farmacia, medicina, scienze naturali, alchimia, magia ed omeopatia, così come della loro storia. Altri punti di interesse dei fondi antichi librari sono costituiti dagli erbari, da opere di farmacopea e da libri di ricette. Tra i volumi si trovano circa cento manoscritti sulla farmacia, la medicina e l'alchimia, risalenti all'epoca dal XV al XVIII secolo. Due libri di famiglia colorati a mano permettono di lanciare uno sguardo sui contatti sociali tra i farmacisti basileesi nel XVII secolo. Sin dalla fondazione del museo nel 1924, le collezioni della biblioteca vengono costantemente accresciute.

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Basel, Universitätsbibliothek

La Universitätsbibliothek di Basilea è la più antica biblioteca secolare della Svizzera. La prima menzione della sua esistenza risale al 1471, undici anni dopo la fondazione dell'università. Oggi funge da biblioteca universitaria e cantonale. I circa 1750 codici medievali della collezione dei manoscritti provengono per la maggior parte dalla soppressione dei conventi avvenuta nel 1529: circa 600 dalla certosa (tra questi la preziosa raccolta di Johannes Heynlin), 500 dal convento dei predicatori, 100 dalla biblioteca del capitolo del duomo, altri 30-40 dal convento dei canonici regolari di Sant'Agostino, dal convento francescano degli Scalzi e dal convento degli agostiniani. Dall'eredità della famiglia Amerbach sono giunti circa 40 manoscritti medievali nella biblioteca, dal museo Faesch trenta (tra questo un piccolo ma significativo gruppo da Fulda). Grande interesse hanno sempre suscitato i manoscritti greci, il cui nucleo più importante è stato lasciato al convento dei domenicani da Giovanni di Ragusa dopo il concilio di Basilea. Da ricordare anche i circa 750 volumi della collezione di manoscritti orientali.

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Bern, Burgerbibliothek

La Biblioteca della Borghesia di Berna è un istituto culturale del patriziato di Berna. E’ nata nel 1951, quando la sezione dei manoscritti dell'allora Biblioteca civica e degli Studi superiori divenne autonoma. Oggi la Biblioteca della Borghesia di Berna è un archivio scientifico pubblico. Essa raccoglie e conserva collezioni di manoscritti, documenti d'archivio e documenti visivi di rilevanza internazionale. Tra le collezioni più note si possono annoverare i codici medievali della collezione Bongarsiana e vari documenti d'archivio relativi alla storia della Svizzera e di Berna, che includono i lasciti di personalità di spicco. La Biblioteca della Borghesia è anche l'archivio comunale del patriziato di Berna, delle associazioni e delle corporazioni cittadine. In quanto istituzione scientifica, essa è al servizio della ricerca e del pubblico degli interessati. Essa mette a disposizione i propri fondi in una sala lettura e le mostra nel contesto di pubblicazioni, visite guidate ed esposizioni.

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Beromünster, Stiftskirche St. Michael

Dal decimo secolo si trova a Beromünster una chiesa nella quale vive una comunità di canonici. La chiesa venne fondata come chiesa funebre dei conti di Lenzburg. L'odierna (seconda) chiesa risale all'XI secolo. Alcuni canonici presero parte attivamente alla vita culturale: ad esempio, Helias Helye realizzò, nel 1470, la prima opera a stampa svizzera datata, il Mamotrectus, un'opera in cui vengono spiegati dei termini biblici.
Negli anni 1490/91 un canonico di Beromünster fu rettore dell'Università di Basilea. Franz Josef Stalder (1757-1833) si dedicò allo studio del dialetto, come testimonia la sua opera „Versuch eines schweizerischen Idiotikons“. Nell'archivio e nella biblioteca si trovano molti manoscritti. Non esiste ancora un catalogo dei manoscritti, e la sua realizzazione è oggetto di discussioni.

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Bulle, Musée Gruérien 

Il Musée Gruérien colleziona, studia e valorizza il patrimonio della Gruyère dal 1917. L'istituzione, conosciuta per le sue collezioni di oggetti e di fotografie, così come per le sue ricerche e le sue mostre, possiede un importante fondo di documenti manoscritti et a stampa, in corso di inventario e largamente sconosciuti al pubblico ed agli specialisti: un insieme di 307 pergamene originali datate tra il 1314 ed il 1842; registri di notai, registri amministrativi, documenti contabili e catastali, corrispondenza, incunaboli e manoscritti medievali. Questi pezzi, talvolta sparsi, permettono di chiarire molti episodi del passato nella Gruyère e nella Svizzera romanda. Sono completati dai fondi della Bibliothèque di Bulle e dagli Archivi della Ville di Bulle, che sono conservati nello stesso edificio.
http://www.musee-gruerien.ch/

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Chavannes-près-Renens, Archives cantonales vaudoises

Dotati dal 14 giugno 2011 di una legge sull'archiviazione (la prima mai votata), gli Archivi cantonali vodesi conservano un vasto patrimonio documentario di cui la prima testimonianza data all'anno 970 e la cui densità si spiega con il ricorso precoce e costante al materiale scritto. L'introduzione della Riforma nel Paese di Vaud nel 1536 ha provocato la scomparsa praticamente di tutti i documenti miniati della fede cattolica. Occorrerà aspettare fino alla metà del XVII secolo per trovare delle fonti visive (la più grande concentrazione in Svizzera), risultante dalla iscrizione a catasto e dalla cartografia del territorio. Gli "Archives vaudoises" (cantonali dal 1803) sono nati nel 1798 e costituiscono una delle prime conquiste dell'indipendenza vodese. Essi precedono tutti i luoghi della memoria che il cantone organizzerà progressivamente dall'inizio del XIX secolo. Oggigiorno, gli Archivi cantonali vodesi sono una delle istituzioni archivistiche più importanti della Svizzera sia per quanto riguarda la metratura che per la diversità dei fondi conservati, che in ragione della loro frequentazione e del loro posizionamento nell'ambito della gestione dell'informazione nell'era del numerico.

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Cologny, Fondation Martin Bodmer

La Fondazione Martin Bodmer è una delle biblioteche private più importanti del mondo. Essa cerca di rispecchiare “l'avventura dello spirito umano” a partire dalle origini della scrittura, sulla scia del suo fondatore Martin Bodmer, un collezionista che ha tentato di costituire una “biblioteca della letteratura mondiale”. Essa ospita circa 160'000 volumi, centinaia di manoscritti occidentali e orientali, Libri dei Morti egiziani, 270 incunaboli – tra i quali uno dei rari esemplari della Bibbia di Gutenberg – degli autografi di Goethe, Einstein e Mozart...

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Einsiedeln, Stiftsbibliothek

La biblioteca del monastero di Einsiedeln va a ragione considerata una tipica biblioteca monastica. Alle Sacre Scritture si affiancano, in un cerchio ristretto, le scienze spirituali e teologiche e, in un cerchio più ampio, tutte le altre scienze quali la  storia, la filosofia, il diritto, fino alle scienze naturali e alla medicina. L’ampiezza di queste conoscenze è già documentata dai manoscritti della prima epoca del monastero, così come dal cosiddetto fondo storico dell’epoca posteriore alla Riforma, ciò che vale pure per la biblioteca moderna.
Ai fondi della biblioteca monastica appartengono oggi ca. 1200 manoscritti (dei quali circa 580 databili a prima del 1500), 1100 incunaboli e cinquecentine (fino al 1520) così come 230.000 opere a stampa dal XVI al XXI secolo. Numerose riviste conservate senza interruzione permettono di rimanere aggiornati sui più recenti risultati della ricerca nei vari campi del sapere.

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Engelberg, Stiftsbibliothek

La biblioteca del monastero benedettino di Engelberg, fondato nel 1220, custodisce un fondo di manoscritti, incunaboli, libri storici e moderni cresciuto costantemente nel tempo. La biblioteca conta nel complesso 135'000 volumi. Circa 270 dei 1000 manoscritti sono medievali. Le fondamenta della biblioteca furono gettate sotto l'abate Frowin e i suoi successoti Berchtold (1178-1197) ed Heinrich (1197-1223). Frowin ha commissionato almeno 34 manoscritti. Oltre ai Padri della Chiesa, letture obbligatorie, vennero introdotti autori moderni come Ugo di San Vittore o Bernardo di Chiaravalle. Nel XIV secolo il fondo dei manoscritti conobbe una tarda fioritura, con testi di preghiera e mistica. Le prime opere a stampa della biblioteca sono una Bibbia tedesca in due volumi, stampata al più tardi nel 1470, a Straburgo, da Heinrich Eggestein, e il Mammotrectus super bibliam, di Johannes Marchenius, stampato nel 1470 a Beromünster, da Helyas Helyae.

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Frauenfeld, Kantonsbibliothek Thurgau

La Biblioteca cantonale di Turgovia fu fondata nel 1805 come biblioteca amministrativa. Oggi è una moderna istituzione di cultura e formazione, aperta a tutte le fasce di popolazione e a tutte le età. Le collezioni storiche, e con esse il patrimonio di scritti riguardanti il canton Turgovia (Thurgoviana), sono parte della memoria del cantone e costituiscono il cuore della biblioteca cantonale.
In seguito alla soppressione dei monasteri in Turgovia avvenuta nel 1848 (Fischingen, Ittingen, Kreuzlingen), la maggior parte dei loro fondi antichi, che includono numerosi manoscritti, incunaboli e cinquecentine, fu inclusa nella Biblioteca cantonale di Turgovia. Tra essi figurano, ad esempio, la letteratura liturgica, che risale fino al XIII secolo, e le cronache dei monasteri di Heinrich Murers (1588-1638). Altre collezioni storiche, che vanno dal XVI fino al XIX secolo, abbracciano tutti i campi del sapere.

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Fribourg/Freiburg, Archives de l'Etat de Fribourg/Staatsarchiv Freiburg

Gli Archivi dello Stato di Friburgo (AEF) sono allo stesso tempo una istituzione culturale ed un servizio centrale dello Stato, che fanno parte delle unità amministrative subordinate alla Cancelleria, con la quale gli Archivi intrattengono uno stretto legame almeno dal XIV sec. Gli AEF possiedono dei fondi medievali e dell'ancien régime di grande ricchezza, gli archivi della città-repubblica sono diventati quelli del cantone. La sovranità territoriale di Friburgo, che comprendeva le "Anciennes Terres" (parrocchie che circondano la città), si è allargata nel corso dei secoli sia per acquisto che per conquista o impegno. Gli Archivi si sono così arricchiti di documenti emanati da queste baronie (spesso delle antiche signorie vassalle della Savoia, erette allora in baliaggi), così come da conventi e capitoli, nonostante alcune comunità religiose siano state già soppresse durante l'ancien régime. Per le altre occorre attendere il 1857 e il crollo del regime radicale per trovare un accordo; le comunità maschili (Hauterive, Marsens-Humilimont, ecc.) hanno donato i loro archivi anteriori al 1850 all'AEF, le comunità femminili ne hanno conservato il possesso pieno o parziale (Maigrauge, Fille-Dieu, ecc.). Gli AEF hanno ricevuto il fondo del Capitolo della cattedrale di S. Nicola nel 1963 (documento anteriori al 1860, antifonari, manuali, corrispondenza).

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Fribourg/Freiburg, Bibliothèque cantonale et universitaire/Kantons- und Universitätsbibliothek

La Biblioteca cantonale e universitaria di Friburgo possiede un cospicuo numero di libri manoscritti, dal Medioevo ai giorni nostri, di fondi d'archivio e di incunaboli. Questa collezione proviene essenzialmente dalle comunità religiose friburghesi soppresse nel 1848, in particolare da quelle dei cistercensi di Hauterive, degli eremiti di Sant’Agostino e dei gesuiti di Saint-Michel a Friburgo, nonché dei certosini di La Part-Dieu. Vi si contano 185 manoscritti medievali. La collezione si è considerevolmente arricchita nel corso degli anni grazie a degli acquisti o a dei doni, come ad esempio i manoscritti del convento dei cappuccini di Friburgo e quelli della Società di lettura (antica Società economica). Il sito web della biblioteca offre una presentazione completa e dettagliata.

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Fribourg/Freiburg, Couvent des Cordeliers/Franziskanerkloster

La biblioteca del convento dei francescani è una biblioteca privata che nel 2013 è stata inserita nel catalogo RERO. Essa contiene circa 35'000 opere, di cui 10'000 anteriori al 1900. La maggior parte dei libri è attualmente accessibile attraverso un catalogo cartaceo. L'antica biblioteca risale al padre guardiano Friedrich von Amberg, del quale ci sono pervenuti 18 volumi. Nel periodo di massimo splendore del convento nel XV secolo, i superiori collezionarono soprattutto testi per lo studio e la predicazione. Il convento dei francescani riuscì a mantenere al suo interno la biblioteca, alla quale appartengono 80 volumi manoscritti del medioevo e 100 del periodo successivo (non catalogati), così come 136 incunaboli e 80 cinquecentine.

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Genève, Bibliothèque de Genève

Formalmente nata sulla scia della fondazione del Collège e dell'Académie di Ginevra da parte di Calvino nel 1559, la Biblioteca è la decana delle istituzioni culturali di Ginevra. In seguito ha assunto il nome di Bibliothèque de l'Académie nel XVI secolo, Bibliothèque publique nel XVIII secolo, Bibliothèque publique et universitaire nel corso del XX secolo e Bibliothèque de Genève dal 2006. Istallata nel parco dei Bastioni dal 1873, la Bibliothèque de Genève si è vista attribuire diverse collezioni nel corso del XX secolo: la biblioteca di La Grange nel 1917, l'Institut et Musée Voltaire nel 1973, la Bibliothèque musicale nel 1998 e le collezioni della Vieux Genève (Musée d’art et d’histoire) nel 2008.

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Hermetschwil, Frauenkloster St. Martin

Il monastero di Hermetschwil costituisce la parte femminile dell'allora doppio convento di Muri. Non è chiaro il momento della divisione. La presenza della comunità a Hermetschwil è attestata dalla fine del XII secolo. Il monastero fu soppresso nel 1841, restituito nel 1843, e nuovamente abolito nel 1876. Il convento continuò a esistere a Hermetschwil e, grazie al trasferimento dell'abbazia a Habsthal nel Württemberg, continuare la vita monastica. Nel 1985 venne di nuovo nominata una badessa ad Hermetschwil e nel 1986 i due conventi si divisero. Prima della soppressione del 1876 le monache avevano affidato i loro manoscritti medievali e della prima età moderna al monastero di Muri-Gries per sottrarne il possesso al canton Argovia. Gli stessi sono loro stati restituiti nel 2016.

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Lausanne, Bibliothèque cantonale et universitaire de Lausanne

Il reparto dei manoscritti della BCU di Losanna acquisisce e conserva un vasto insieme di documenti manoscritti e dattilografati e la relativa documentazione. La collezione è composta di più di 600 fondi di personalità di rilievo della vita culturale e scientifica, e delle associazioni del canton Vaud, o in relazione con quest'ultimo. Completano la collezione una ventina di manoscritti medievali, più di 4'000 carte geografiche antiche e un gran numero di fotografie di vari soggetti.

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Luzern, Korporation Luzern

I beni culturali della Corporazione di Lucerna
La Cronaca di Diebold Schilling, più di 100'000 libri, ca. 240'000 piani, disegni e quadri, una importante raccolta di monete e il modello in rilievo della Svizzera centrale realizzato da Franz Pfyffer von Wyher, sono giunti dopo la Rivoluzione francese alla Corporazione di Lucerna. Tutti questi beni culturali sono oggi conservati nella Biblioteca centrale e degli studi superiori (ZHB), nel museo storico e nel Giardino dei ghiacciai quale prestito a tempo indeterminato. La Cronaca di Diebold Schilling nella ZHB, dopo due edizioni in facsimile nello scorso secolo, è ora disponibile ad un vasto pubblico su e-codices. Il modello in rilievo della Svizzera centrale, realizzato in un con un lavoro da ingegnere e una precisione millimetrica, può essere ammirato nel Giardino dei Ghiacciai di Lucerna e costituisce il pezzo più importante esposto nel museo.

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Luzern, Provinzarchiv Schweizer Kapuziner Luzern

Kaspar Pfyffer von Altishofen (1524-1616), cavaliere dell'Ordine del Santo sepolcro, donatore/patrono del convento dei cappuccini con il santuario Maria der Engel sul Wesemlin a Lucerna completato nel 1588, donò ai cappuccini un'ampia collezione di libri che aveva comprato dal prete secolare Lienhart Rissi di Willisau, passato alla religione riformata. Questa costituisce il nucleo della biblioteca cappuccina, continuamente accresciuta (18'520 volumi, di cui 450 incunaboli). La biblioteca fu al servizio della riforma e della controriforma, insieme con i nunzi, residenti a Lucerna, le cui donazioni di libri si rispecchiano nei fondi. Insieme costituiscono, unitamente al "Provinzarchiv Schweizer Kapuziner" condotto dal 1589 nel convento Wesemlin, un'importante memoria di un ordine mendicante della riforma con orientamento internazionale; dal 1589 infatti, il convento lucernese è nel contempo sede del ministro provinciale, la cui provincia si estende fino all'Austria anteriore e la pianura dell'alto Reno, così come fino all'Alsazia. L'archivio provinciale, con una ricca documentazione di testimonianze scritte soprattutto dei cappuccini svizzeri, tramanda anche la tradizione dei Minoriti conventuali dal medioevo, quali bolle papali e manoscritti con leggende.

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Luzern, Staatsarchiv Luzern

In seguito ad un incarico legislativo, l'Archivio di Stato di Lucerna è responsabile della trasmissione delle informazioni degli organi cantonali e delle istituzioni ed in questo modo fornisce un contributo centrale alla giurisdizione dello stato. Ma conserva anche materiale di storia riguardante circa 900 anni del cantone e della città. Oltre alle fonti dell'attività statale, nei suoi fondi di trovano tra gli altri gli archivi dei monasteri secolarizzati nel territorio cantonale, così come numerosi archivi da ambiti non statali (archivi di privati, famiglie, circoli, associazioni, imprese ecc.).

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Luzern, Zentral- und Hochschulbibliothek

La Biblioteca centrale e degli studi superiori (ZHB) di Lucerna è il centro dei servizi bibliotecari dell'Università di Lucerna, dell'Istituto Superiore di Lucerna (FH Zentralschweiz), della Scuola superiore di pedagogia e destinata al servizio pubblico lucernese. Essa dispone di una vasta offerta di letteratura scientifica e di risorse elettroniche. In quanto biblioteca cantonale, essa rappresenta una parte significativa della memoria storica di Lucerna. Essa raccoglie e mette a disposizione manoscritti del medioevo e dell'età moderna, opere a stampa storiche, vaste collezioni di foto e di grafica, carte, lasciti di musicisti e compositori, scienziati, scrittori, artisti e politici, così come opere musicali e documenti audiovisivi. La collezione di manoscritti medievali comprende 182 codici, provenienti principalmente dagli antichi monasteri lucernesi di St'Urban (cistercense) e Santa Maria in Au (francescano), nonché dal Collegio dei gesuiti. La ZHB di Lucerna presenta per i ricercatori e per il pubblico interessato una scelta di manoscritti medievali su e-codices.ch.

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Mariastein, Klosterbibliothek

La biblioteca del monastero di Mariastein riflette la storia del monastero benedettino di Beinwil-Mariastein. Il monastero benedettino di Beinwil fondato intorno al 1100, scomparve nel 1544. In seguito al risveglio della vita benedettina a Beinwil, riattivata nel 1589 da monaci di Einsiedeln e dal 1622 dal monastero di Rheinau, vennero nuovamente acquistati dei libri. Questi vennero trasferiti dopo il 1648 a Mariastein, quando il monastero spostò la sua sede presso il luogo di pellegrinaggio a Maria presso Mariastein. Non si tratta però di opere medievali dell'antica biblioteca monastica di Beinwil ma di opere acquisite dopo la nuova fondazione. L'ampliamento del monastero presso questo luogo di pellegrinaggio ebbe come conseguenza un aumento dei fondi della biblioteca: teologia, diritto ecclesiastico, filosofia per l'insegnamento nella scuola teologico-filosofica interna, così come storia, scienze, arte e musica per il proprio ginnasio, costituiscono i punti di forza del fondo librario. Con l'invasione francese nel maggio 1798 i fondi della biblioteca vennero fortemente decimati. Nonostante questo più di 500 volumi sono sopravvissuti alla furia della rivoluzione, tra i quali ca. 20 incunaboli e più di 50 cinquecentine. Sotto l'abbaziato di Plazidus Ackermann la biblioteca postrivoluzionaria crebbe velocemente e nel 1825 contava più di 2'000 opere. Oltre a nuove pubblicazioni, le opere mancanti vennero acquisite tramite acquisti antiquari e donazioni. La crescita ebbe come conseguenza, nel 1841, la costruzione di una nuova ala per la biblioteca. Il 18 settembre 1874 il parlamento cantonale solettese decise la "riorganizzazione" (cioè la soppressione) del monastero di Mariastein. La biblioteca venne sigillata e inviata a Soletta, dove venne assegnata alla biblioteca cantonale fondata nel 1882, dalla quale, nel 1930, ebbe origine la Zentralbibliothek di Soletta. Nel 1998 tornò quale "antica biblioteca monastica prima del 1874" in possesso del monastero e raccoglie anche i manoscritti che sono pubblicati in e-codices.

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Montreux, Bibliotheca Sefarad

La Biblioteca Sefarad è una biblioteca privata, di famiglia, che ha sede in Svizzera e in Spagna. Il suo fondo eclettico, concepito secondo lo spirito illuminista, è composto da manoscritti, libri, riviste e documenti. In quest'insieme di ispirazione umanista, occorre citare i campi del Giudaismo, del Sefardismo e dell'Inquisizione, per un totale di più di 15'000 volumi che è possibile consultare nella guida bibliografica dettagliata su bibliothecasefarad.com. Si tratta una biblioteca vivente, che continua ad arricchirsi regolarmente di nuovi titoli e ad allestire delle esposizioni tematiche che si possono scoprire sul suo sito internet.

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Müstair, Benediktinerkloster

L'esteso fondo dell'archivio del monastero di Müstair risale all'VIII/IX secolo. Per quanto riguarda i fondi d'archivio del primo medioevo, si tratta di preziosi frammenti di manoscritti, tra i quali estratti dal Vecchio e dal Nuovo Testamento, dalle omelie di Gregorio Magno e di un cartolario presumibilmente vescovile. Probabilmente i frammenti costituiscono ciò che è rimasto dell'antica raccolta libraria, che presumibilmente andò in gran parte distrutta in un incendio. I fondi archivistici del monastero stesso sono conservati dal sec. XII, cioè dall'epoca del passaggio del monastero da maschile a femminile. Tra questi si conserva una grande raccolta di documenti e urbari, che chiariscono i possedimenti e i diritti del monastero. Importanti sono anche gli ordinamenti monastici e gli atti delle visitazioni, così come i molti scritti a carattere pratico-teologico, che permettono di gettare uno sguardo sia sulla situazione disciplinare che sulla vita spirituale del monastero. Altri tipi di fonti, quali le professioni di voto e i contratti di dote forniscono e integrano con preziose informazioni le biografie delle diverse conventuali.

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Neuchâtel, Bibliothèque publique et universitaire de Neuchâtel

La Biblioteca pubblica e universitaria di Neuchâtel è stata fondata nel 1788. Essa possiede uno spazio pubblico di lettura a libero accesso e un settore di ricerca (fondi di studi, archivi privati e manoscritti, libri antichi, iconografia, periodici, libri su Neuchâtel). Il servizio degli archivi privati e dei manoscritti comprende circa 170 fondi di associazioni, imprese e personalità legate alla città di Neuchâtel, tra i quali il prestigioso fondo Jean-Jacques Rousseau. Costituiscono un corpus di fonti importanti per la ricerca i circa 1000 manoscritti dal IX al XXI secolo relativi alla storia di Neuchâtel, la teologia, il diritto e la letteratura. Ben rappresentato è anche l'ambito culinario, con numerosi libri di ricette di cucina e di rimedi, così come la musica, con una collezione di spartiti che risalgono al XVIII secolo.

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Orselina, Convento della Madonna del Sasso

La biblioteca del Convento della Madonna del Sasso di Orselina raduna il patrimonio superstite (ca. 14'000 volumi) di quattro collezioni librarie antiche: quella del convento di San Francesco a Locarno fondato intorno al 1230, quella dei Francescani della Madonna del Sasso (1480 ca.), quella dei Cappuccini di San Rocco di Locarno (1602) ed infine quella dei Cappuccini trasferitisi ad Orselina nel 1848. Il fondo librario è ricco di edizioni del XVI secolo (ca. 500) e conta 33 incunaboli e una trentina di postincunaboli. Conserva inoltre quattro manoscritti medievali provenienti dal convento di S. Francesco di Locarno, di proprietà dello Stato del Canton Ticino.

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Porrentruy, Bibliothèque cantonale jurassienne

La Biblioteca cantonale giurassiana è stata creata nel 1982. Essa si è assunta una doppia missione: quella di centro di studi e di cultura generale, e di luogo di costituzione e di valorizzazione del patrimonio intellettuale giurassiano. Il Fondo antico della Biblioteca cantonale giurassiana raccoglie le opere provenienti dall'antica biblioteca del collegio dei Gesuiti di Porrentruy, degli istituti di istruzione superiore che gli sono succeduti e altre collezioni di diversa origine. Il fondo antico appartiene alla municipalità di Porrentruy, che l'ha depositato presso il giovane cantone del Giura, che a sua volta ne ha affidato la gestione alla Biblioteca cantonale giurassiana. Il fondo antico comprende circa 10'500 titoli, corrispondenti a più di 19'000 volumi stampati principalmente tra il XVII ed il XVIII secolo. A questi si aggiungono 216 incunaboli e 293 postincunaboli. Si contano anche più di 300 manoscritti, dei quali una trentina di epoca medievale.

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Saint-Imier, Mémoires d'Ici

Creato nel 2000, Mémoires d'Ici riveste la doppia missione di conservare e di mettere in valore il patrimonio storico e culturale del Giura bernese. Il Canton Berna affida a questa fondazione privata i compiti pubblici definiti da una convenzione di prestazioni. La sua biblioteca offre ca. 8'000 opere, 500 titoli di riviste e quasi un migliaio di fascicoli documentari specifici riguardanti la regione. Le sue collezioni iconografiche riuniscono più di 300'000 fotografie, che arricchiscono la raccolta di film e di registrazioni sonore. I suoi ricchi fondi di archivi associativi e privati costituiscono delle fonti importanti per la comprensione della storia regionale.

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Saint-Maurice, Abbaye de Saint-Maurice

L'abbazia di Saint-Maurice conserva degli importanti fondi d'archivio dei quali i più antichi risalgono al X secolo. Da allora, i documenti prodotti dai canonico, dall'amministrazione e dalla gestione delle parrocchie e delle dipendenze, sono state conservate preziosamente. Questi archivi testimoniano l'organizzazione ed il funzionamento dell'abbazia; attestano il suo patrionio e sono di interesse pubblico. Dall'inizio del XVIII secolo sono conservati nel locale nel quale si trovano tuttora. Poiché l'abbazia, a partire dal 2000, ha voluto aprire al pubblico questo importante patrimonio culturale e storico, l'insieme degli archivi è ora stato trattato per la conservazione, inventoriato, digitalizzato ed è accessibile liberamente sul sito Internet www.aasm.ch. I principali manoscritti dell'abbazia si trovano nella serie AASM/DIV.

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Sarnen, Benediktinerkollegium

Il collegio benedettino di Sarnen è parte del monastero di Muri-Gries. Dopo che il canton Argovia nel 1841 ha soppresso il monastero di S. Martino di Muri, alcuni monaci rilevarono la scuola di latino del canton Obvaldo a Sarnen. Nel 1845, grazie all'aiuto della casa imperiale asburgo-austriaca il monastero di Muri ha potuto continuare la sua attività a Gries presso Bolzano. La comunità di Sarnen ha continuato ad esistere quale sede esterna del monastero. Dalla seconda metà del XIX secolo si è sviluppata in un internato scolastico benedettino. La biblioteca è in prima linea una raccolta che serviva ai bisogni del collegio degli insegnanti. Accanto a questo divenne, dopo la prima guerra mondiale, divenne il luogo dove raccogliere e conservare ciò che era rimasto in possesso del convento dall'antico monastero di Muri.

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Sarnen, Staatsarchiv Obwalden

L'Archivio di Stato di Obvaldo si assume, assicura, rende accessibili e trasmette il patrimonio culturale archivistico del canton Obvaldo realizzato in forma sia convenzionale che elettronica. I fondi dell'Archivio di Stato di Obvaldo coprono il periodo dal medioevo al presente. Nella cornice del principio della pubblicità degli affari statali e delle disposizioni archivistiche, i fondi vengono messi a disposizione delle autorità, dell'amministrazione, della ricerca scientifica e del pubblico interessato. Nell'ambito di visite guidate e di mostre l'Archivio di Stato presenta i suoi fondi al grande pubblico.

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kgfs

Schaffhausen, Konzernarchiv Georg Fischer AG

La ditta Georg Fischer (GF), fondata quale piccola impresa artigianale da Johann Conrad Fischer nel Mühlental presso Sciaffusa, è oggi una azienda attiva in tutto il mondo nei tre campi della tecnica dei veicoli (industria automobilistica), sistemi di condutture (Piping Systems) e tecniche di produzione (Machining Solutions).
L'archivio dell'imprea è stato organizzato nel 1943, su di un fondo raccolto negli anni '20, ed intende essere parte di una tradizione culturale, economica e di storia sociale della Svizzera. Conserva i documenti della GF dalla sua fondazione, una parte dell'eredità della famiglia fondatrice, così come dei fondi di diverse imprese sorelle e di imprese rilevate (tra queste GF a Singen, Maschinenfabrik Rauschenbach, Amsler, Buss AG). Nel frattempo il fondo archivistico è cresciuto e consiste ora in più di 1000 metri di lunghezza; cronologicamente risale fino al XVIII secolo.

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stash

Schaffhausen, Staatsarchiv

Dal 1831 l'Archivio di Stato funge da archivio finale dell'amministrazione, delle autorità, dei tribunali e delle imprese del canton Sciaffusa. È situato, dall'inizio del XVII secolo, nell’area del municipio (“Rathausbogen”). L’intero fondo di documenti si estende per circa 4 km. I fondi principali sono costituiti dai lasciti delle abbazie di Ognissanti e Sant'Agnese a Sciaffusa, e di San Giorgio a Stein am Rhein, soppressi durante la Riforma. Ad esse si aggiungono i fondi degli uffici statali, che vennero creati al momento della soppressione di questi monasteri per permettere la gestione di questo patrimonio. Il documento più antico risale al 987.

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sbs

Schaffhausen, Stadtbibliothek

I fondi storici delle biblioteche di Sciaffusa provengono da due distinte fonti: dalla biblioteca civica fondata nel 1636 che si era dedicata alle scienze ed alle arti, e la "Ministerialbibliothek", di proprietà del corpo pastorale della chiesa evangelica-riformata del canton Sciaffusa e dal 1923 costituisce un deposito presso la biblioteca cittadina. Essa comprende la raccolta di libri e manoscritti che risale all'epoca della Riforma collocata presso la chiesa parrocchiale di S. Giovanni. La biblioteca ministeriale e la biblioteca cittadina possiedono insieme ca. 160 manoscritti medievali. Tra i 120 manoscritti della biblioteca ministeriale assumono un particolare valore gli oltre 70 codici pergamenacei scritti tra il 1080 ed il 1150 nello scriptorium del monastero di Allerheiligen. I lavori di trascrizione della bibbia e dei Padri della Chiesa testimoniano la fioritura intellettuale del monastero fondato nel 1049. I 40 manoscritti medievali della biblioteca cittadina provengono da tutta l'Europa.

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ebs

Schlatt, Eisenbibliothek

Una delle attrazioni poste poco fuori Sciaffusa è costituita dal monastero Paradies, che si affaccia direttamente sul Reno, con la sua Eisenbibliothek, unica nel suo genere. Il cuore di questa biblioteca speciale è costituito dalla letteratura sulla storia del ferro e dell'acciaio. La ditta Georg Fischer AG (GF), fondata nel 1802, ha dato vita a questa istituzione nel 1948, tramite una donazione. Oggi essa ha a disposizione una collezione di oltre 40'000 libri e circa 800 periodici. Come suggerisce il nome della biblioteca, l'originario punto di forza della collezione è costituito dall’estrazione, dal trattamento e dalla lavorazione dei metalli. Recentemente l'interesse si è esteso all'intera storia della tecnica, nonché a discipline affini, come ad esempio la cultura dell'industria. Dei nuovi centri di interesse si creano in parallelo con gli sviluppi della ditta Georg Fischer, come ad esempio quello per la tecnologia dei materiali sintetici. I volumi della Eisenbibliothek sono liberamente accessibili al pubblico ed una sala di lettura è a disposizione dei visitatori. La collezioni complete sono consultabili e ricercabili nel catalogo online.

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Sion/Sitten, Archives de l'Etat du Valais/Staatsarchiv Wallis

L'Archivio di Stato del Vallese riveste un ruolo sia amministrativo, che storico e culturale, poiché è incaricato di riunire, classificare, inventariare, conservare, trasmettere e mettere in valore i documenti d'archivio appartenenti allo Stato, prodotti dall'Amministrazione cantonale, così come tutti i documenti concernenti la storia del Vallese e della società vallesana. Al suo interno gli archivisti si occupano dei fondi d'archivio che sono stati loro affidati e che raggiungono i 13 chilometri lineari, li conservano, li trasmettono e li mettono a disposizione del pubblico. Gli archivisti intervengono anche presso i servizi dello Stato, dei comuni e dei privati, per consigliarli riguardo alla gestione dei loro documenti e dei loro archivi sotto forma cartacea o elettronica.

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Sion/Sitten, Archives du Chapitre/Kapitelsarchiv

Il capitolo cattedrale di Sion, attestato dall’XI secolo fino ai giorni nostri, possiede un ricco fondo d’archivio, conosciuto soprattutto per le minute notarili che risalgono al XIII secolo, alle quali si aggiunge una serie di ca. 120 manoscritti (liturgici e giuridici), dei quali il più antico data del secolo IX, così come vari incunaboli. Il valore intrinseco di questo tesoro è sottolineato dal fatto che gli archivi emanati del potere spirituale e temporale rappresentato dal vescovo di Sion, sono bruciati nel maggio 1788 nell'incendio di una parte della città di Sion. Gli archivi del capitolo costituiscono così sia la memoria di una istituzione sia la fonte imprescindibile per rintracciare la storia del Vallese nei suoi numeorsi aspetti.

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Sion/Sitten, Médiathèque Valais

Aperta al pubblico nel 1853, la Biblioteca cantonale del Vallese è diventata, nell'estate del 2000, la Mediateca del Vallese.
Essa ha per obbiettivi di:

  • raccogliere, valorizzare e conservare il patrimonio vallesano di opere a stampa e di audiovisivi
  • offrire i servizi di una mediateca di studio e di riferimento
  • contribuire alla vita culturale e scientifica del cantone

La mediateca del Vallese ha sede a Sion e propone dei servizi anche nelle città di Briga, Martigny e Saint-Maurice. Il patrimonio di opere a stampa è conservato a Sion: si tratta di circa 500'000 opere, 60'000 pezzi tra piccole opere a stampa, manifesti e carte, e 5'000 spartiti musicali. Gli incunaboli, le edizioni antiche e i testi manoscritti si conservano presso la Mediateca del Vallese a Sion.



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dss

Solothurn, Domschatz der St.-Ursen-Kathedrale

Il Tesoro del Duomo è collocato in due sale all'interno della Cattedrale di Sant'Orso.
LA CAMERA DEL TESORO contiene un gran numero di argenteria artistica pregiata in oro e argento. Si tratta di oggetti tardomedievali, gotici e soprattutto barocchi, quali calici, ostensori e reliquiari. Tra essi si trovano oggetti da esposizione di famosi maestri di Asburgo, il calice e l'ostensorio di Johannes Jakob Läublin (Sciaffusa), il calice di Hans Peter Staffelbach (Sursee), il “Chutzechännli” di Johann Georg Wirz (Soletta), il reliquiario a globo di Anton Byss (Soletta). Il reliquiario più importante della cattedrale è costituito dalla grande arca con le reliquie delle teste di Orso e Vittorio.
NELLA SALA DEI PARAMENTI sono conservati, in ampi scaffali, paramenti di cinque secoli diversi. Si tratta di paramenti sfarzosi e riccamente decorati: casule, dalmatiche, veli di calice, borse per il corporale, stole e manipoli, oggetti che furono donati da personaggi importanti della città. Inoltre sono esposti inventari di reliquie riccamente ornati. Una parte significativa della collezione è costituita dai manoscritti (il sacramentario di Hornbach, l'evangeliario argenteo, il messale Spiegelberg, un libro di preghiere).

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Solothurn, Staatsarchiv

Il compito principale dell'Archivio di Stato di Soletta è, secondo quanto stabilito dalla legge sull'archiviazione del 25.1.2006, la conservazione dei documenti dell'amministrazione cantonale che meritano di essere conservati stabilmente. I magazzini dell'archivio contengono in primo luogo gli atti del moderno cantone di Soletta a partire dal 1841, cioè gli atti del Consiglio cantonale, del Governo cantonale, dei dipartimenti e delle autorità dell'amministrazione cantonale e dei tribunali di Soletta. A ciò si aggiungono gli archivi dei suoi predecessori legali, vale a dire dell'antico parlamento e della successiva Repubblica cittadina di Soletta (1218-1798), nonché del cantone di Soletta durante il periodo della Repubblica Elvetica, della Mediazione e della Restaurazione. Vengono conservati anche i registri parrocchiali e il registro dello stato civile cantonale (1580-1875). Sono inclusi nell'archivio anche gli archivi dei conventi e dei monasteri soppressi (1147-1874). Agli atti statali si aggiungono documenti d'archivio di origine privata.

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zbs

Solothurn, Zentralbibliothek

La Biblioteca centrale di Soletta è la biblioteca del cantone, della città e della regione. Il fondo di libri a stampa, alla quale appartengono 1‘000 incunaboli, è tra i più grandi della Svizzera. Con circa 100 manoscritti medievali e un gran numero di materiali della prima età moderna, la Biblioteca centrale di Soletta dispone di una vasta collezione di manoscritti. I volumi derivano per lo più da precedenti proprietari privati e da istituzioni religiose locali (tra le altre il capitolo di Sant'Orso, il convento dei francescani, il collegio dei gesuiti di Soletta, le biblioteche delle famiglie vom Roll, vom Staal, Wagner, Besenval, Glutz). In quanto collezione di importanza extra-regionale, questa biblioteca costituisce parte essenziale dell'eredità storico-culturale del cantone e della città di Soletta, ed è tra le più significative della Svizzera e dell'aerea sud-occidentale di lingua tedesca.

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St. Gallen, Kantonsbibliothek, Vadianische Sammlung

La collezione vadiana, che appartiene alla comunità dei patrizi di San Gallo, e che costituisce un deposito di lunga durate presso la biblioteca cantonale, comprende, tra le altre cose, circa 100 manoscritti medievali e 700 manoscritti dell'età moderna. I manoscritti miniati del tardo medioevo e i manoscritti di epoca umanistica del XV secolo hanno un'importanza extra-regionale. La collezione vadiana (VadSlg) possiede inoltre il più importante fondo di manoscritti alchemici (XV e XVI secolo) di tutta la Svizzera. Molti di questi manoscritti sono descritti con delle informazioni più o meno dettagliate nel catalogo virtuale della rete HAN curato dall'Università di Basilea.

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ssg

St. Gallen, Stiftsarchiv (Abtei Pfäfers)

L'Archivio dell'abbazia di S. Gallo raccoglie i documenti giuridici e gli atti dell'amministrazione dell'abbazia di S. Gallo dall'anno 720 circa fino alla sua soppressione nel 1805. Appartiene al patrimonio mondiale dell'UNESCO dell'area abbaziale di S. Gallo. Quale secondo fondo principale amministra l'archivio e la biblioteca dell'abbazia di Pfäfers. Questo monastero benedettino venne fondato nel secondo quarto dell'VIII secolo e costituiva un prominente centro di cultura della Rezia. Nel 1665 una parte importante della biblioteca fu vittima di una grave incendio. Appena trenta manoscritti, principalmente medievali, poterono essere salvati. La raccolta dei manoscritti e l'archivio del monastero di Pfäfers vennero depositati a S. Gallo dopo la sua soppressione, avvenuta nel 1838.

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St. Gallen, Stiftsbibliothek

La Biblioteca del monastero di San Gallo è una delle più antiche biblioteche monastiche del mondo, nonché la parte più importante del patrimonio mondiale dell’UNESCO dell'area abbaziale di San Gallo. Il suo prezioso fondo mostra lo sviluppo della cultura europea e documenta l'attività culturale del monastero di San Gallo dal VII secolo fino alla soppressione dell'abbazia, avvenuta nel 1805. Il cuore della biblioteca è costituito dalla collezione di manoscritti, con il suo straordinario corpus di manoscritti carolingi-ottoniani (dall’VIII fino all’XI secolo), una significativa collezione di incunaboli e un fondo crescente di opere a stampa dal XVI secolo fino ad oggi. Il progetto e-codices è stato co-fondato dalla biblioteca del monastero di San Gallo. Con la sua celebre sala barocca, nella quale vengono allestite mostre temporanee, la biblioteca del monastero di San Gallo è tra i più visitati musei della Svizzera.

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Trogen, Kantonsbibliothek Appenzell Ausserrhoden

La Biblioteca cantonale d'Appenzello Esterno assicura, insieme agli archivi e ai musei, la tradizione documentaria del cantone. Essa ha il compito di raccogliere e, in quanto luogo di libero accesso all'informazione e al sapere, di rendere accessibili materiali a stampa, materiali visivi e dati che riguardano il cantone Appenzello Esterno, nonché manoscritti e lasciti di interesse storico. Il fondo di manoscritti medievali e della prima età moderna risale alla collezione del giurista di Herisau Carl Meyer (1873–1947). Vi si trovano, tra gli altri, preziosi libri d'ore del XV e del XVI secolo. Tra i manoscritti più recenti della Biblioteca cantonale (in totale quasi 500), sono consultabili su e-codices, oltre alla Cronaca di Appenzello Esterno di Bartholomäus Anhorn del 1625/26, quattro volumi in-folio riccamente illustrati del primo terzo del XIX secolo.

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Utopia, armarium codicum bibliophilorum

Questa biblioteca contiene manoscritti provenienti da varie collezioni private che hanno deciso di mettere a disposizione di e-codices una scelta dei loro volumi più preziosi. Questi manoscritti possono essere usati e citati nello stesso modo degli altri pubblicati sul sito (vedi Norme per l’uso), nonostante le informazioni riguardanti la loro collocazione fisica non siano a disposizione dell’utente. Richieste per l’uso commerciale di queste immagini devono essere rivolte a e-codices.

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mhv

Vevey, Musée historique de Vevey

Il Museo storico di Vevey, fondato nel 1897, occupa il secondo piano del "Château", una bella dimora del XVI secolo. In questo quadro storico viene presentato il passato della città, dall'epoca celtica fino ai nostri giorni, per mezzo di esposizioni permanenti e temporanee. Ricco di collezioni costituitesi nel corso dei suoi 120 anni di esistenza, il museo possiede un fondo di libri antichi che annovera anche una sessantina di manoscritti. Tre opere, particolarmente degne di nota, appartengono all'epoca medievale: una bibbia parigina dell'inizio del XIV secolo e due volumi di un antifonario proveniente dalla collegiata di S. Vincenzo di Berna, databili agli anni 1485-1490. Questi erano precedentemente conservati negli archivi del comune, e in seguito nella Biblioteca pubblica di Vevey.

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Wädenswil, Dokumentationsstelle Oberer Zürichsee

La "Dokumentationsstelle Oberer Zürichsee" (DOZ) raccoglie e cataloga tutto quanto viene pubblicato a, oppure su, Wädenswil. Vi si trova molto materiale riguardante industrie, associazioni, personalità, edifici e molto altro. La "Dokumentationsstelle" ha a disposizione inoltre tutte le pubblicazioni più importanti riguardanti le regioni e i comuni limitrofi, soprattutto la regione del lago di Zurigo. Il rappresentativo fondo riguardante la letteratura e la storia del canton Zurigo e della Svizzera salvaguarda una classificazione in relazioni superiori. Il fondo comprende ca. 5'000 monografie (libri e opuscoli), circa 5'000 fonti documentarie (manoscritti, corrispondenze, protocolli, fotografie, carte geografiche ecc.), circa 1'000 volumi di riviste e giornali, così come circa 10'000 ritagli di giornali ordinati tematicamente.

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Wil, Dominikanerinnenkloster St. Katharina

Da una comunità di beghine, fondata a S. Gallo nel 1228, S. Caterina è diventata un convento di domenicane con annessa una importante scuola scrittoria.
Durante il periodo delle Riforma la comunità dovette lasciare S. Gallo e trovò a Wil nel 1607 una nuova patria. Nel 1809 la ripresa della scuola per le ragazze di Wil permise alla comunità di sopravvivere alla tempesta della Rivoluzione francese. Oggi il convento è un luogo di preghiera ed un’oasi di silenzio. I 43 manoscritti, dal XV al XVI secolo, vengono custoditi nell’archivio del convento che però non è aperto al pubblico. Altri manoscritti si conservano in altre biblioteche o andarono persi nel corso del trasferimento nel XVI secolo.

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zos

Zofingen, Stadtbibliothek

La biblioteca della città di Zofingen è stata fondata nel 1693 e rappresenta quindi la più antica biblioteca cittadina della regione. Con le sue 27'000 unità a stampa (dal XV al XIX secolo), conserva una raccolta enciclopedica ed un bene culturale che va al di là delle frontiere di una raccolta locale. La raccolta di manoscritti della biblioteca non è molto grande. Tuttavia raccoglie, accanto a dei testi locali su temi regionali (tra questi sulla storia della biblioteca cittadina), alcuni importanti manoscritti come le Etimologie di Isidoro di Siviglia (S. Gallo, secondo terzo del sec. IX), le Gesta Romanorum di Enrico Arnoldi (stampa e manoscritto, 1471), una Bibbia sacra (Francia, sec. XIII) e lo Schachzabelbuch (Gioco degli scacchi) di Konrad von Ammenhausen (Lucerna?, verso il 1420). Notevole anche la raccolta di lettere di umanisti del sec. XVI, raccolte da Wolfgang Musculus e dal figlio Abraham Musculus, giunte a Zofingen attraverso una eredità.

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Zürich, Braginsky Collection

La collezione di manoscritti ebraici del collezionista di Zurigo René Braginsky viene generalmente considerata come una delle più grandi collezioni private di manoscritti ebraici nel mondo. Contiene anche un buon numero di begli esemplari di libri risalenti ai primi secoli della stampa. La collezione non contiene unicamente codici risalenti a prima o dopo l'invenzione della stampa ma anche alcune centinaia di contratti di matrimonio miniati e di rotoli del libro di Ester. Nel 2009 alcune centinaia tra i pezzi migliori della collezione sono stati scelti per una mostra itinerante che è stata esposta ad Amsterdam, New York, Gerusalemme, Zurigo e Berlino.

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snm

Zürich, Schweizerisches Nationalmuseum

Il Museo nazionale svizzero riunisce sotto lo stesso tetto tre musei – il Museo nazionale di Zurigo, il Castello di Prangins e il Forum della storia svizzera di Svitto – così come il Centro delle collezioni di Affoltern am Albis. Con le loro mostre i musei presentano la storia della Svizzera dagli inizi ad oggi e valorizzano l’identità svizzera e la varietà storica e culturale del nostro Paese. La pregevole collezione del Museo nazionale svizzero comprende oltre 840'000 oggetti distribuiti in 14 sezioni specifiche. Le collezioni costituiscono la fonte e il punto di partenza delle attività di ricerca e sviluppo.

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Zürich, Zentralbibliothek

La Zentralbibliothek di Zurigo (ZB) è la biblioteca del cantone, della città e dell’università di Zurigo. Nel reparto dei manoscritti vengono conservati manoscritti e frammenti di manoscritti dal VI al XXI secolo. In totale si tratta di oltre 600 codici medievali, per la maggior parte in latino o tedesco, così come di più di 30.000 volumi moderni. Da menzionare soprattutto i manoscritti provenienti dalla biblioteca del riformato Grossmünster di Zurigo nella quale erano confluiti numerosi volumi dei conventi zurighesi soppressi, così come la raccolta dei manoscritti del monastero di Rheinau. Di grande importanza sono anche gli archivi delle diverse corporazioni e famiglie zurighesi, così come più di 650 eredità di numerose importanti personalità della storia zurighese quali Bullinger, Bodmer e Breitinger, Lavater, Pestalozzi, Gottfried Keller e Conrad Ferdinand Meyer. A questo si aggiunge la raccolta di carteggi, che contiene circa 200.000 lettere.

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cma-1955-74_000b

[sine loco], codices restituti

Questa biblioteca virtuale contiene manoscritti digitali costituiti da vari frammenti, conservati in luoghi diversi, riuniti virtualmente. In questo modo vi è la possibilità di ricostituire, per quanto possibile, la condizione originaria.

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