La Biblioteca del monastero di San Gallo è una delle più antiche biblioteche monastiche del mondo, nonché la parte più importante del patrimonio mondiale dell’UNESCO dell'area abbaziale di San Gallo. Il suo prezioso fondo mostra lo sviluppo della cultura europea e documenta l'attività culturale del monastero di San Gallo dal VII secolo fino alla soppressione dell'abbazia, avvenuta nel 1805. Il cuore della biblioteca è costituito dalla collezione di manoscritti, con il suo straordinario corpus di manoscritti carolingi-ottoniani (dall’VIII fino all’XI secolo), una significativa collezione di incunaboli e un fondo crescente di opere a stampa dal XVI secolo fino ad oggi. Il progetto e-codices è stato co-fondato dalla biblioteca del monastero di San Gallo. Con la sua celebre sala barocca, nella quale vengono allestite mostre temporanee, la biblioteca del monastero di San Gallo è tra i più visitati musei della Svizzera.
St. Gallen, Stiftsbibliothek, Cod. Sang. 1156
Carta · 1150 pp. · 19.7 x 14.1 cm · monastero delle cistercensi di Günterstal · secondo terzo del sec. XV
Raccolta di prediche in latino per le domeniche e i giorni festivi tra l’avvento e l’ascensione
Il voluminoso manoscritto, consiste in più di mille pagine, scritto da una sola mano nel monastero delle monache cistercensi di Günterstal presso Friburgo in Brisgovia, contiene circa cento prediche in latino per le domeniche ed i giorni festivi dell’anno liturgico dalla prima domenica di avvento all’ascensione di Cristo. Alcuni dei Sermones sono identificati e derivano da s. Ivo, Agostino, Bernardo di Clairvaux, Gregorio Magno, Beda il Venerabile, Heimo di Auxerre o da Giovanni Crisostomo. Il manoscritto venne acquistato nel 1780 dal monaco di S. Gallo Gall Metzler (1743–1820) allora attivo quale parroco ad Ebringen presso Friburgo, per la biblioteca del monastero di S. Gallo.
(smu)
Risalente al XIV secolo, il manoscritto cartaceo contiene essenzialmente prediche per le domeniche (pp. 1-256), seguiti da quelli per le feste (pp. 263-357). Sono intervallati da estratti della Legenda aurea di Jacopo da Voragine, in particolare della passione di Cristo (pp. 286-290), della natività della Vergine (pp. 290-291) o della leggenda di s. Cipriano e Giustina (pp. 357-361 e p. 384). L’ultimo fascicolo del codice (pp. 362-385), copiato da un’altra mano, comprende una breve serie di testi medici riguardanti la dietetica per i dodici mesi dell’anno, redatti in tedesco e in latino (pp. 362-368), gli umori (pp. 369-376), e la flebotomia (pp. 378-379). Prima di entrare a far parte della biblioteca di S. Gallo, il codice si trovava nel convento di St. Johann im Thurtal (ex libris con l’antica segnatura «Nr. 1», p. 1). Sull’ultima pagina, l’iscrizione «Item Beringer schůlmaister den man nemet Schraͤtel» si riferisce forse a Berengerus di S. Gallo († 1365).
(rou)
Carta · II + 146 + II pp. · 20.5 x 14.8 cm · Costanza (?) · XV secolo
Manoscritto composito del XV secolo di contenuto in parte a carattere medicinale
Il manoscritto cartaceo è stato scritto nel XV secolo in ambiente alemanno ed appartenne intorno al 1500 ad una donna di nome Anna Wiechbalmer. Questa raccolta a carattere composito, finora poco studiata, contiene tra l'altro leggende in prosa sulla vita di S. Chiara d'Assisi in lingua tedesca (pp. 1−18) ed estratti dal Lucidarius in tedesco, un libro popolare che offre, sotto forma di domande e risposte, un sapere a carattere teologico e naturalistico (pp. 19−48). Vi si trovano inoltre numerose ricette medicinali, soprattutto sulle virtù curative di varie piante (pp. 49−74; pp. 138−145), benedizioni contro i vermi (p. 74), contro le piaghe (pp. 101−102) e per il bestiame (pp. 127−128), così come un racconto sulla peste (pp. 132−134) di Hans Andree, un medico laico attivo a Costanza, contenente delle regole di comportamento da applicare in caso di insorgenza di questa pestilenza. Completano il manoscritto sentenze di mistiche e altri testi a carattere spirituale (pp. 77−101, pp. 103−104), estratti dall'opera Die 24 Alten des Otto von Passau (pp. 105−119) e inni, canti e preghiere in tedesco (pp. 129−131; pp. 135−138 tra questi a p. 131 una versione tedesca della prima strofa del Media vita in morte sumus). All'inizio (p. B) si trova un rudimentale elenco del contenuto di mano del bibliotecario p. Franz Weidmann (1774-1843).
(smu)
Carta · 194 pp. · 21.5 x 16 cm · Monastero di S. Gallo · 1551−1571
Trascrizioni dei certificati di ammissione rilasciati dalla cancelleria vescovile di Costanza per la cura delle anime da parte dei conventuali di S. Gallo – Rapporto sulla posa della prima pietra della biblioteca rinascimentale del monastero di S. Gallo nel 1551 – Realizzazione di una croce d’altare per il monastero di S. Gallo da parte dell’orafo Thomas Gennius, 1553
Il manoscritto, iniziato nel 1551 dal principe-abate Diethelm Blarer (1530-1564; stemma colorato a p. 2) e (nella prima parte) continuato fino al 1571, è composto di tre parti. All’inizio (pp. 5-50) si trovano delle trascrizioni di certificati di ammissione alla cura delle anime da parte di conventuali di S. Gallo nell’area della diocesi di Costanza; redatto tra il 1551 e il 1571 dalla cancelleria vescovile a Costanza. Nella seconda parte (pp. 131-134) viene descritta la posa della prima pietra della nuova biblioteca rinascimentale del monastero di S. Gallo il 6 luglio 1551; vengono ricordati i nomi di tutte le persone presenti alla cerimonia festosa. La biblioteca rinascimentale venne terminata nel 1553 e tra il 1758 ed il 1767 sostituita da quella tardobarocca. La terza parte (pp. 181-183) tratta della realizzazione di una grande croce d’altare d’argento da parte dell’orafo Thomas Gennius di Wil, che l’abate di S. Gallo Diethelm Blarer fece realizzare nel 1553 e che lasciò trasportare dallo sculptor (scultore?) Heinrich Reissi di Rapperswil e attivo a Wil, sulle spalle in un viaggio di sei ore. Vengono menzionate anche le reliquie conservate in questa croce. Le tracce della croce si perdono nell'ambito della liquidazione dei beni del monastero sangallese dopo la soppressione del monastero avvenuta nel 1805. Tra le tre parti e a alla fine vi sono numerose pagine bianche (pp. 51-130; pp. 135-178; pp. 184-194).
(smu)
P. Anton Widenmann, Poesia barocca in tedesco, traduzioni di vite, poesie
Il volume contiene le traduzioni in tedesco delle vite di santi sangallesi e poesie occasionali del predicatore, poeta e musicista del duomo di S. Gallo Anton Widenmann (1597-1641). Le pp. 29-129 contengono la traduzione della vita di Gallo di Walafrido, le pp. 283-317, 321-403, 407-448 e 459-481 la traduzione delle vite di Otmar, Notkero e Wiborada e le pp. 487-562 quelle di monaci sangallesi quali Iso, Ratperto e molti altri. Alle pp. 273-282 si trovano le traduzioni di Widenmann degli inni su Gallo e Otmaro (in parte con note musicali), alle pp. 448-458 di altri canti ecclesiastici. Il manoscritto si chiude alle pp. 563-613 con poesie occasionali per dei giorni festivi. Contiene inoltre, alle pp. 1-28 e 131-271 cinque dialoghi tra un ecclesiastico cattolico ed uno protestante del Toggenburgo su questioni di religione, probabilmente registrate dall’abate Pio Reher.
(nie)
Carta · 175 pp. · 21 × 15.5 cm · abbazia di S. Gallo, p. Johannes Strang · 1583
Prescrizioni per la celebrazione delle messe nel monastero di S. Gallo nel Directorium del 1583
Il manoscritto è stato redatto nel 1583, sotto l'abbaziato del principe-vescovo Joachim Opser (1577-1594), dal cantore Johannes Strang († 1588; professione 1580) morto in giovane età, sulla base di annotazioni di Padre Heinrich Keller. Descrive, per la maggior parte in latino ma spesso in lingua tedesca, gli usi riguardanti i servizi divini nell'abbazia di S. Gallo per tutto l'anno, dal 1 gennaio al 31 dicembre. Questo Directorium cultus divini è una delle fonti più importanti per la conoscenza della liturgia monastica nel monastero nel periodo successivo alla riforma. Vi vengono ricordate le preghiere e i canti da recitare e cantare nei singoli giorni, oppure l'ordine delle processioni liturgiche (persino separatamente nel caso di brutto o cattivo tempo). Il volume contiene indicazioni sulla decorazione della chiesa e molte notizie interessanti dal punto di vista storico artistico, come per es. quelle relative alla pratica in uso a S. Gallo per la nomina di un abbas scholasticus. A p. 1, accanto ad un elenco di anniversari, si trovano anche delle notizie storiche riguardanti vari avvenimenti interni al monastero. Il volume fu continuato fino al 1606.
(smu)
Pergamena e carta · 12 + 57 pp. · 33.5 x 23 cm · Joseph Leodegar Bartholomäus Tschudi (decorazione, forse anche scrittura) per il monastero di S. Gallo · 1738
Disegni di stemmi dei caduti da parte austriaca-asburgica nella battaglia di Sempach; dipinto della battaglia presso Sempach del 1386
Il manoscritto, rilegato con una legatura rappresentativa, porta il titolo «Schlacht-, Nammen-, Schilt- und Waappen-Buoch von denen noch bewusten Graffen, Freyen, Edlen, Ritter und Knechten, welche mit Hertzog Leopoldo II. von Oesterreich auff St. Cirilli den 9.ten Tag Iulij 1386 vor Sempach umbgekommen und erschlagen worden». L’abate di S. Gallo Joseph von Rudolphi (1717-1740) diede l’incarico di eseguire questo esemplare nel 1738 poiché egli, dopo aver studiato il Chronicon Helveticum, la grande opera storica dell’erudito glaronese Aegidius Tschudi (1505-1572), e la sua trascrizione, che egli aveva fatto fare poco prima da un esemplare del castello Gräpplang presso Flums (Cod. Sang. 1213-1220), aveva constatato delle inesattezze con la vecchia trascrizione del «Wappenbuchs von Sempach». Su di un doppio foglio di pergamena (p. 6−7) si trova, a guisa di frontespizio, un dipinto a colori della battaglia, simile al dipinto che si trova nella cappella della battaglia di Sempach e che, stando al catalogo dei manoscritti di Franz Weidmann (Cod. Sang. 1405, p. 2002), «von einem gar alten Kupferstich getreülich abgemalet worden». Joseph Leodegar Bartholomäus Tschudi (1708-1772), un discendente di Aegidius Tschudi, è chiaramente responsabile della decorazione (pp. V1). Dopo delle esaurienti spiegazioni introduttive, il ricco apparato decorativo di stemmi del volume inizia con il ritratto del duca Leopoldo III (p. 34).
(smu)
Carta · 493 pp. · 34.3 x 21.7 cm (zwei Konvolute p. 460−486: 23 x 17.8 cm) · monastero Mariaberg Rorschach / monastero di S. Gallo: due copisti su incarico di Georg Franz Müller · 1701 (Rorschach) / 1705 (S. Gallo)
Descrizione in prosa del viaggio e del soggiorno di Georg Franz Müller nell’arcipelago indonesiano tra il 1669 ed il 1682
L’alsaziano Georg Franz Müller (1646-1723) viaggiò nel 1669 per undici mesi da Amsterdam a Batavia (oggi Giacarta) dove trascorse 13 anni quale soldato al servizio della Compagnia olandese delle Indie orientali su varie isole indonesiane. Nel Cod. Sang. 1278, che completa il suo Diario di viaggio illustrato (Cod. Sang. 1311), si legge la descrizione cronologica del suo viaggio; vi si aggiungono esaustive descrizioni di persone, piante e animali che egli trovò in Estremo Oriente o nel corso del viaggio (pp. 1-457). La copia, realizzata da due copisti tra il 1701 ed il 1705 nel monastero Marienberg sopra Rorschach, contiene in appendice (pp. 460-489) due plichi di formato minore con l’elenco di vari 'souvenirs' che Georg Franz Müller riportò in Europa dal suo soggiorno nelle Indie orientali. Müller stesso ha corretto e/o integrato la copia in vari posti.
(smu)
Carta · 118 pp. · 33 x 21 cm · abbazia di S. Gallo, p. Aemilian Zeller · intorno al 1730
Catalogo dei manoscritti di S. Gallo, redatto da Padre Aemilian Zeller
P. Aemilian Zeller (1691-1730) redasse, all'epoca della sua attività quale bibliotecario (1729-1732), un catalogo dei manoscritti in ordine alfabetico per autore. Egli tralasciò tacitamente tutti i manoscritti che non presentavano il nome di un autore, e quindi per es. bibbie, salteri o testi di autori sconosciuti. I manoscritti recano le segnature del vecchio catalogo dei manoscritti di padre Hermann Schenk (1665-1706) risalente all'epoca prima del 1700 (cf. Cod. Sang. 1280; circa Class. 1, n. 44). Padre Pius Kolb, bibliotecario dal 1748, completò il catalogo di Zeller con le segnature più antiche utilizzando le nuove segnature da lui introdotte (cf. Cod. Sang. 1400 e 1401, circa D.n. 88). Il catalogo non fornisce nessuna indicazione riguardante l'età, il tipo di scrittura o la disponibilità dei singoli manoscritti.
(smu)
Carta · 280 pp. · 33 x 22.5 cm · abbazia di S. Gallo · XVII e XVIII secolo (ca. 1680-1780)
Catalogo dei manoscritti di padre Hermann Schenk del 1700 ca. · Elenco dei benefattori della biblioteca abbaziale dal 1567 al 1780 ca. · Varie liste speciali di libri a stampa della biblioteca redatti nel periodo tra il 1695 ca. e il 1762 ca.
Manoscritto composito molto istruttivo per la storia della biblioteca, composto da vari fascicoli scritti tra il 1680 e il 1780 e rilegati insieme. Prima parte (p. 7-121): catalogo dei manoscritti di p. Hermann Schenk (1653-1706) risalenta all'epoca intorno al 1700. P. Pius Kolb (1712-1762) vi aggiunse le nuove segnature intorno al 1750. Kolb annotò nel catalogo di Schenk anche l'assenza di manoscritti. La maggior parte di questi erano stati portati a Zurigo nel 1712 (deest). Parte seconda (p. 127-153 e p. 162-167): elenco dei benefattori della biblioteca (Monumentum gratitudinis dedicatum benefactoribus Bibliothecae), iniziato nel 1680 e continuato fino al 1780. Retroattivamente furono annotati dei doni straordinari alla biblioteca fino al 1567, come per es. (p. 133) per l'anno 1595 la «donazione» di un grande globo terrestre e celeste ad opera del farmacista Lukas Stöckli di Costanza. Le menzioni riguardano spesso oggetti del gabinetto delle curiosità e rarità della biblioteca. Parte terza (p. 155-161): libri che furono acquisiti all'epoca dell'abate Joseph von Rudolphi (1717-1740) tra il 1717 e il 1737. Parte quarta (p. 169 e p. 175-187): libri dall'eredità del principe vescovo (1687-1696) e cardinale Cölestin Sfondrati, dopo la cui morte p. Hermann Schenk integrò nella biblioteca. Parte quinta (p. 191-234): classificazione dei volumi di grande formato della biblioteca dell'epoca intorno al 1700. Parte sesta (p. 237-270; fascicolo separato sciolto): elenco redatto da p. Pius Kolb dei più bei volumi della biblioteca dell'epoca intorno al 1750, intitolato Ilias in nuce. Parte settima (p. 275-280: fogli sciolti riuniti): lista con le segnature dei manoscritti di p. Pius Kolb.
(smu)
Carta · 261 pp. · 33 x 20.8 cm · abbazia di S. Gallo, p. Johann Nepomuk Hauntinger · 1780−1792
Catalogo delle accessioni della biblioteca abbaziale di S. Gallo di padre Johann Nepomuk Hauntinger per gli anni 1780 fino al 1792
In una elegante rilegatura decorata con oro il bibliotecario Johann Nepomuk Hauntinger (1756-1823) riunì per il suo abate Beda Angehrn (1767-1796) un elenco delle nuove acquisizioni e accessioni della biblioteca abbaziale tra il 1780 ed il 1792: Verzeichniss der Handschriften, Bücher, Kunst und Naturprodukte, welche seit dem 23. Oktober 1780 bis Ende Mayes 1792 der Stift St. Gallischen Bibliotheke sind einverleibt worden. Alla sua maniera il volume costituisce un singolare documento della politica e della prassi delle acquisizioni del monastero di S. Gallo. In totale, in questi appena dodici anni si poté integrare nella biblioteca 335 incunaboli e cinquecentine, così come 4'000 edizioni più tarde e 146 manoscritti. La maggior parte dei manoscritti giunsero nell'odierna biblioteca abbaziale (per scambio con letteratura a stampa a carattere ascetico-spirituale) da conventi femminili di S. Gallo, per esempio le benedettine di S. Giorgio, le cappuccine di Altstätten o le domenicane di Wil. Vengono menzionate anche le accessioni nel gabinetto delle monete, dei minerali e fossili o delle curiosità, nuove acquisizioni di quadri e stampe, così come alia quaedam bibliothecae illata (diverse altre acquisizioni di vario tipo come sedie di canna (canna spagnola) o un nuovo sigillo per la biblioteca). Sono anche elencate spese generali per lavori di rilegatura e somme di denaro che tutti quegli impiegati o parroci dovevano alla biblioteca, ai quali l'abate aveva conferito da poco un posto da parroco o un incarico secolare.
(smu)
Responsoriale del monaco di S. Gallo Jakob an der Rüti
Il manoscritto, copiato dal monaco di S. Gallo Jakob an der Rüti (1562-1615) forse per uso privato, contiene nella prima parte (f. 1r-125r) dei responsori per le feste solenni dell’anno liturgico, con melodie in notazione gregoriana di tipo tedesco ("Hufnagelnotation") e spesso con indicazioni per le processioni. Alla fine si trovano indicazioni sul luogo di svolgimento di alcuni vespri (f. 126r-128r), altre indicazioni per l’ordine delle processioni (f. 128v-136v), melodie per la dossologia (f. 128v-140v), indiazioni per il vespro dell’abbas scholasticus nel giorno di s. Giovanni e alla vigilia della festa della circoncisione (f. 140v-147v), così come delle orazioni per le processioni (f. 150r-155v). Jakob an der Rüti ha decorato il manoscritto con alcuni goffi disegni a penna e bordure (decorazioni a piena pagina al f. 1r, 58v-59r e 77v-78r, inoltre rappresentazioni figurate nelle iniziali). Si nomina al f. 126r con le iniziali (F.I.A.R.), a f. 125r con il nome completo (eraso, leggibile con luce UV: Per me fratrem Jacobum An der Rüti …um Anno 1582).
(sno)
Carta · 370 pp. · 13 x 19.5 cm · tra il 1669 e il 1682
Diario di viaggio di Georg Franz Müller, viaggiatore alsaziano
Diario di viaggio di Georg Franz Müller, viaggiatore alsaziano (1646-1723). Tra il 1660 e il 1682 Müller prestò servizio nella Compagnia olandese delle Indie Orientali come soldato nell’arcipelago indonesiano. Nel suo “Diario di viaggio” disegnò uomini, animali e piante che aveva visto durante il suo viaggio in Indonesia, ove giunse circumnavigando l’Africa del sud. Su tali uomini, animali e piante, compose anche dei poemi sobri, talvolta di non sicura fattura, che volle di proposito scrivere in una scrittura difficile da decifrare.
(smu)
Carta · 316 pp. · 19.3 x 15.5 cm · monastero cistercense femminile di Günterstal · inizio del XVI secolo (?)
Raccolta di istruzioni liturgiche dal convento femminile cistercense di Günterstal nei pressi di Friburgo in Brisgovia
Il manoscritto fu acquistato nel 1779 dal monaco sangallese Gall Metzler (1743-1820), parroco a Ebringen nei pressi di Friburgo, parrocchia appartenente a S. Gallo. Contiene delle istruzioni liturgiche per l'anno liturgico, divise in due parti (de tempore e de sanctis). Scritto in tedesco, il suo scopo è quello di evitare l'ignoranza (‘vnwißenheit’) in materia liturgica. Le informazioni riguardanti le collette sono state tralasciate sia per mancanza di spazio sia per il fatto che solo i preti abbisognavano di queste informazioni. Ciò può far pensare che il manoscritto era stato scritto per delle monache (nonostante venga mantenuta la forma al maschile). Rimane da appurare a quale fonte si rifaccia il testo menzionato nel prologo come 'Index'.
(war)
Carta · 936 pp. · 19.8 x 15 cm · monastero femminile cistercense di Günterstal · inizio del XVI secolo (?)
Manoscritto contenente dei testi normativi in latino e tedesco dal monastero cistercense femminile di Günterstal nei pressi di Friburgo in Brisgovia
Il manoscritto contiene un certo numero di testi normativi dal monastero cistercense femminile di Günterstal, scritti in parte in tedesco e in parte in latino. Inizia con un trattato sulla simonia, in latino e tedesco, scritto dal ‘brůder Johannes’ e dedicato a ‘der erwurdigen frowen von Mulhein’, presumibilmente Veronica von Mülheim, badessa del monastero dal dicembre 1504 alla sua morte nel maggio 1508. Johannes potrebbe essere stato un monaco di Tennenbach, il monastero cistercense che aveva la responsabilità della cura animarum delle monache. Il resto del manoscritto contiene un certo numero di traduzioni di testi normativi per l'ordine cistercense, tra cui il Liber definitionum e l'Ecclesiastica Officia. La traduzione in tedesco e l'inserimento unicamente dei capitoli più rilevanti evidenzia l'utilizzo da parte delle monache. Molti di questi testi sono attestati anche nel monastero femminile cistercense di Lichtenthal nei pressi di Baden Baden. Nonostante il monastero non sia mai stato formalmente riformato, il manoscritto indica degli impulsi riformatori nella prima parte del XVI secolo. Il manoscritto fu acquistato nel 1782 dal monaco sangallese Gall Metzler (1743-1820), parroco a Ebringen nei pressi di Friburgo, parrocchia appartenente a S. Gallo.
(war)
Carta · 710 pp. · 20.8 x 14 cm · monastero femminile cistercense di Günterstal · 1583
Traduzione tedesca degli statuti dell'ordine cistercense per il monastero femminile di Günterstal nei pressi di Friburgo in Brisgovia
Il manoscritto è stato scritto da Jodocus Lorichius (1540-1612), professore di teologia presso l'università di Friburgo, per le monache cistercensi di Günterstal. Venne dedicato alla badessa del monastero, Maria Störin von Störenberg. Dopo il prologo di Lorichius riguardante l'utilità delle cerimonie liturgiche, l'autore fornisce alle monache la traduzione tedesca di due dei testi fondamentali dell'ordine cistercense del XII sec.: l'Exordium Cistercii, la narrazione dei primi avvenimenti dell'ordine, e l'Ecclesiastica Officia, una raccolta di regole per la vita liturgica e monastica. Egli conclude con una breve giustificazione sui motivi per i quali i cistercensi recitino i Sette salmi penitenziali al venerdì. Fa seguito una raccolta di statuti (l'Usus Conversorum) per i fratelli laici, tradotta in tedesco. Lorichius dedicò quatto libri a stampa alle monache di Günterstal tra il 1581 ed il 1598, tutti in tedesco, e questo manoscritto deve essere visto come parte di questa ampia relazione.
(war)
Carta · 7 + 120 pp. · 16.5 x 20 cm · Jodocus Metzler · 1611 (?)
Colombano di Bobbio, Instructiones, Epistulae
Trascrizione realizzata dal conventuale di S. Gallo Jodocus Metzler (1574-1639) delle opere di Colombano di Bobbio Instructiones I–XIII (pp. 1–58), Exhortatoria S. Columbani in conventu ad Fratres (pp. 58–60; l'attribuzione a Colombano è dubbia), Epistula IV (pp. 60–70), Epistula VI (= Instructio XIV) (pp. 70–72), De octo vitiis (pp. 73–74), Epistulae III, II, V, I (pp. 74–119). A quanto afferma Metzler a p. 1, egli copiò un manoscritto di Bobbio vergato in scrittura insulare (ex manuscripto codice monasterii Bobiensis, litteris Hibernicis confecto); tuttavia questo manoscritto non si è conservato. Metzler terminò questa trascrizione probabilmente nel 1611 in occasione di un suo viaggio a Roma e nel corso di una sosta a Bobbio. Per quanto riguarda le lettere I-V di Colombano, si tratta dell'unica testimonianza manoscritta. E' da ritenere che la trascrizione di Metzler si rifaccia a quella dello stesso codice usata nell'edizione postuma di Patrick Fleming (Collectanea sacra, Löwen 1667; a sua volta Fleming copiò nel 1623 due manoscritti di Bobbio oggi a loro volta scomparsi).
(sno)
Pergamena · 110 pp. · 16 x 12 cm · commissione dell’abate Otmar Kunz · 1574
Il libro di preghiere privato dell’abate di S. Gallo Otmar Kunz
Il piccolo libro di preghiere dell'abate Otmar Kunz (1564-1577), che presenta su alcune pagine una ricca ornamentazione (fiori, tralci, animali), fu scritto e decorato nel 1574 da un artista sconosciuto. Degne di nota sono soprattutto le due miniature a piena pagina. A p. 4 l'abate in abiti festivi è inginocchiato in un paesaggio con città, colline e alberi, sopra di lui il Padre con il globo terrestre, la mano alzata in segno di benedizione. A p. 10 l'abate di S. Gallo, vestito di una semplice tonaca, è inginocchiato con Maria e Giovanni sotto la croce con il Cristo. Il libro di preghiere contiene (da p. 11) i cosiddetti 5 salmi della Passione (Ps 22, 31, 55, 69, 109). A questi si aggiungono i 15 salmi del graduale, le vigilie dei morti e i sette salmi penitenziali con le litanie per tutti i santi. Dopo la morte dell'abate Otmar, un copista con le iniziali FVF ha aggiunto una preghiera (pp. 105−109); si tratta forse del frate Ulpianus Fischer di Überlingen, entrato nel monastero di S. Gallo nel 1583. Il libro di preghiere dell'allora abate appartenne nel 1594 al monaco sangallese Georg Spengler, nativo di Wil († 1609). Nel 1599 il codice ricevette l'attuale legatura con delle impressioni a secco.
(smu)
Carta · 738 pp. · 15 x 9.5 cm · Abbazia di San Gallo, Chrysostomus Stipplin · 1628, 1631
Libro di emblemi per i festeggiamenti della traslazione del 1628; altri emblemi
l manoscritto, di piccolo formato, inizia con la descrizione dei festeggiamenti per la traslazione delle reliquie dei santi Otmaro e Notkero Balbulo nella rinnovata chiesa di Sant’Otmaro nel 1628 (pp. 4-46). Seguono le poesie, scritte per questa festa (pp. 47-630), principalmente dai giovani monaci Athanasius Gugger, Basilius Renner e Chrysostomus Stipplin, tutti professi nel 1626, nonché dall'allievo del monastero Placidus Bridler (professo nel 1630). La maggior parte delle poesie sono redatte in latino, alcune anche in tedesco o in greco. Di norma, più poesie insieme formano un emblema, ciascuno dei quali termina con una spiegazione delle immagini in prosa, in latino e in tedesco. Diversi emblemi sono raggruppati insieme come una cosiddetta affixio su un tema; una affixio è spesso seguita da un'appendice con logogrifi (indovinelli di lettere) o altri indovinelli. Le immagini delle Affixiones del 1628 non sono sopravvissute, ma dalla descrizione delle celebrazioni per la traslazione risulta che 976 fogli di grande formato con immagini, versi e spiegazioni, erano stati appesi nel chiostro del monastero (pp. 31-32). Alle pp. 631-727 seguono altri emblemi e discorsi pronunciati dagli stessi autori in varie occasioni nel 1631.
(sno)